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Da una sintesi dell’intervento di Roberto Corona all’apertura della campagna elettorale per le Regionali del 2006

Ho sempre guardato a Forza Italia, come partito politico di riferimento privilegiato per la testimonianza di quei valori cui credo da sempre e per l’incisività di una strategia e di un programma politico aderente all’attualità e alla modernità della società italiana.
Forza Italia aderisce al Partito Popolare europeo, i cui fondamenti da sempre mi appartengono anche per il mio passato da dirigente democratico - cristiano.
Il peso elettorale, la capacità di rappresentare forze ed istanze popolari e nazionali, la vocazione a costituire il luogo di sintesi e coordinamento delle sensibilità delle forze politiche alleate, come ieri sono state patrimonio della D.C. oggi, sono patrimonio di Forza Italia.
Cosicché a Forza Italia si può applicare la definizione che un intelligente avversario ieri della D.C., oggi di Forza Italia, Eugenio Scalfari, dedicò allo scudo crociato: “country party”, partito rappresentativo dell’intero Paese.
Perché in verità mi sembra che anche gli orientamenti di fondo e le posizioni fondamentali di tanti cittadini che hanno votato per il centro sinistra e che non sono naturalmente contrari ad ogni innovazione e non hanno niente da spartire né con Luxuria, né con Caruso, né con Bertinotti, sono più convenientemente da noi rappresentati e vi è quindi lo spazio per un ulteriore crescita elettorale del nostro partito.
Forza Italia è erede della D.C. e di quel vecchio glorioso pentapartito, nel senso di avere dato rappresentanza e dignità al centro moderato e riformista del Paese, a quei cittadini che lavorano, producono, vogliono istituzioni democratiche, libertà economica e di esercizio dei diritti civili e della persona, tolleranza e comprensione.
Perché se le regole servono all’ordinato vivere civile, uno Stato che fidi solo su di esse e non sappia essere, per dirla con il Presidente Bush, una democrazia compassionevole, finisce con l’essere repressivo e giustizialista, partigiano sempre e comunque, suscitatore di odi e divisioni.
Se sono stati evitati questi sbocchi nefasti per il nostro Paese, è merito della discesa in campo e della vittoria di Silvio Berlusconi nel 1994, della sua capacità di mettere a nudo e fare esplodere le contraddizioni nella sinistra quando, la prima volta (ricordate nel 1996?), pur con la maggioranza del voto popolare fu costretto ad essere un mirabile capo dell’opposizione.
Le irrevocabili riforme e aperture alla modernizzazione della nostra Società e delle nostre istituzioni nel governo del 2001/2006 hanno costituito un punto di non ritorno nel progresso civile e sociale dell’Italia e sono un vanto storico di Forza Italia.
Ancora oggi possiamo dire che solo Forza Italia di Silvio Berlusconi è certa garanzia del progresso e della pace sociale in Italia per la maggioranza dei voti che, contro ogni aspettativa, contro ogni pronostico, contro ogni calcolo e anche contro ogni timidezza dei nostri alleati, abbiamo riportato nelle ultime elezioni politiche del 2006.
Il test delle elezioni nazionali e’ alle nostre spalle, non siamo al governo, ma non invidiamo affatto chi sta per andarci, e comunque siamo stati confortati sia alla Camera che al Senato dal consenso della metà del paese, nel contesto di una battaglia aspra e senza alcuna esclusione di colpi.
In Sicilia il risultato e’ stato ampiamente positivo, abbiamo ottenuto un’ampia maggioranza assoluta alla Casa delle Libertà ed una cifra da partito leader per Forza Italia.
Siamo di gran lunga il primo partito dell’isola e questo consenso va’ assolutamente replicato alle prossime elezioni regionali.
Il quadro politico nazionale e’ però denso di ombre e di preoccupante instabilità. Ad una nazione letteralmente divisa in due, il centro-sinistra risponde arroccandosi in trincea, insofferente al dialogo e alla collaborazione istituzionale.
C’e’ un disegno di occupazione e di potere per il potere, che non va’ incontro alle reali esigenze del paese, il cui fiato corto presto sarà visibile a tutti, denunciando una situazione di evidente ingovernabilità.
Una risicata maggioranza eterogenea e lacerata da profonde divisioni su politica estera, politica economica e sociale, vedrà presto esplodere al suo interno le tante contraddizioni.
Preoccupa poi la forza di una sinistra radicale e massimalista preponderante sull’ala moderata del centro-sinistra.
Gli Italiani chiedono ben altro.
La Casa delle Libertà, Forza Italia e il Presidente Berlusconi si preparano ad una opposizione dura, energica, sana e costruttiva al fine di ribaltare il quadro di governo imminente, affinché il paese ritrovi, anche col ricorso a nuove future elezioni, una direzione di marcia consona al suo sviluppo
nel solco dell’azione legislativa avviata dal Governo Berlusconi.
La grande mole di riforme avviate dal governo della Casa delle libertà in quasi tutti i campi della vita sociale e civile in questi cinque anni, merita di essere ripresa e proseguita nell’interesse della comunità nazionale.
Bisogna scegliere di andare avanti, non di tornare indietro.
Anche in Sicilia, ci auguriamo che gli elettori sappiano ancora una volta scegliere bene manifestando un vasto consenso al partito di Forza Italia.
Il centro-sinistra siciliano, a sua volta e’ la brutta copia di quello nazionale, a ranghi ridotti, privo di convincenti contenuti politici e programmatici, avvinghiato alla bandiera dell’antimafia che scioccamente ritengono di avere in esclusiva.
La lotta alla mafia e’ patrimonio di tutti, siamo tutti orgogliosi degli ultimi successi conseguiti dalle forze dell’ordine e dalla magistratura, contrastare con tutti i mezzi questa maledetta piaga storica e’ un imperativo assoluto cui bisogna coniugare sempre e comunque l’educazione quotidiana alla legalità, a partire dai più giovani.
Il ritmo dei cambiamenti nel mondo e’ impressionante.
La globalizzazione e’ una realtà ineludibile e imprescindibile, non si può arrestare.
Tutto ciò comporta scenari politici, economici e sociali inediti, cui bisogna rispondere presto e bene se non si vuole diventare, in tutti i campi, lontana periferia dell’impero.
Questa e’ la sfida per l’Italia, questa ancora di più e’ la sfida per la Sicilia.
L’Europa a venticinque e’ una grande conquista, ma anche un fattore di cambiamento che rimescola le carte, anche a nostro svantaggio; l’emergere tra i colossi del mondo di Cina e India, le cui economie galoppano e fagocitano tutto, ci fa comprendere l’impressionante velocità delle trasformazioni cui dobbiamo adeguarci prima che sia troppo tardi.
Sono in gioco il modo di lavorare, le retribuzioni, i risparmi, la sicurezza sociale, il sistema di protezione cui eravamo abituati, il ruolo della nostra economia e quello delle nostre imprese.
La Sicilia, come tutto il Sud, e’ a due velocità, ci sono aree eccellenti o ben avviate ed altre che stentano o rischiano la depressione.
Occorre avere le ricette giuste, saper rischiare, individuare gli itinerari per proseguire sulla strada della crescita e dello sviluppo.
Se si sbaglia si e’ perduti.
La svolta vincente ancora una volta, in Sicilia, e’ nel centro-destra.
Il governo regionale e l’Ars hanno varato la riforma dello Statuto regionale, che concede grandi spazi di autonomia alla Sicilia nei confronti dello Stato centrale e finalmente e’ stato storicamente risolto il contenzioso con Roma sugli ingenti fondi finanziari pregressi, recuperati dalla Sicilia cui spettavano per legge.
Grazie a Cuffaro ed a tutti i ministri di Forza Italia, coordinati da Alfano, la Sicilia ha visto riconosciute anche le tante entrate tributarie dovute dalle grandi aziende che operano e guadagnano qui da noi, ma hanno sede legale fuori regione.
Dobbiamo far valere e saper sfruttare la nostra autonomia legislativa, nella politica e nell’economia, per i grandi margini di operatività che ci concede, nei fatti e non solo negli slogans elettorali a uso e consumo personale.
Autonomia Regionale, Europa, e per le grandi opportunità da cogliere, che offre il nuovo scenario geo-economico mediterraneo, sono altrettanti capitoli di una visione strategica orientata al futuro per la nostra regione e quindi anche per la nostra provincia.
Mi preme però sottolineare con forza come il peso e l’autorevolezza politica della Provincia di Messina sullo scacchiere regionale, non possa continuare ad essere quella di oggi: dobbiamo avere la capacità politica e l’unità d’intenti per inserirci nell’asse Palermo – Catania, essendo consapevoli che Messina ha titolo e non può rimanere fuori dai grandi centri decisionali.
Torniamo alle opportunità di prospettiva.
La fiscalità di vantaggio per la Sicilia, fuori dalla retorica populistica ed elettoralistica, e’ una grande moderna esigenza che la Regione deve concertare con lo Stato.
Compiti, questi, che non possono essere attuati se non con una autonomia regionale forte e con il coinvolgimento delle amministrazioni locali.
Agricoltura, turismo, beni culturali e paesaggistici, sono risorse antiche e nuove del nostro territorio da cui dobbiamo e possiamo attingere molto di più.
Nelle prime due la concorrenza internazionale e’ serrata, dobbiamo modernizzare i nostri progetti, integrando un patrimonio naturalistico, architettonico e culturale di fama mondiale, che può creare nuova economia ad alto valore aggiunto e una maggiore occupazione qualificata.
La provincia di Messina, voglio insistere con fermezza, in questo ambito turistico-culturale può recitare un ruolo di assoluto primo piano.
Dobbiamo continuare una politica delle infrastrutture che guardi a realizzare collegamenti stradali, ferroviari, portuali, aeroportuali, che consenta alle imprese di avere energia a basso costo ed aree attrezzate.
La Provincia di Messina ha assoluto bisogno di dotarsi di un proprio aeroporto al servizio dei cittadini, delle imprese e dei flussi turistici: questa e’ una battaglia che non ammette marce indietro, e saremo felici di stare accanto al presidente Leonardi che su questo “progetto” ha indirizzato l’azione amministrativa e politica della Provincia Regionale.
L’area di libero scambio del 2010 nel Mediterraneo se sapremo muoverci, apre scenari di ricchezza per la Sicilia e per la Provincia di Messina.
L’Istituzione delle città metropolitane, di cui si parla, deve guardare a questi aspetti.
Dobbiamo incentivare il partenariato istituzionale, economico e sociale tra enti locali, soggetti pubblici e privati, per accedere alle risorse finanziare e ad una progettualità di ampio respiro, come accade ad esempio per i PIT.
Beni e servizi pubblici locali, trasporti, servizi a rete e ambientali devono vedere i comuni unirsi tra loro, non per creare carrozzoni e quadruplicare le tariffe a carico delle famiglie e delle imprese ma per migliorare i servizi.
In generale dobbiamo favorire la spinta a delegiferare, deregolamentare, semplificare, per una pubblica amministrazione agile e snella, introducendo maggiore innovazione tecnologica.
Il sistema delle imprese, il nostro commercio, il nostro artigianato e la nostra agricoltura hanno grandi valenze e vanno sostenuti ed incoraggiati con iniziative legislative che promuovano lo sviluppo economico.
I distretti tecnologici, l’agroalimentare, la cantieristica navale ed il turismo, sono le strade da percorrere.
C’e’ bisogno di un tessuto economico di aziende sane, dinamiche. Dobbiamo creare le condizioni economiche favorevoli per l’insediamento di nuove imprese.
La finanza locale, la sanità, l’assistenza, l’istruzione sono ambiti regionali in cui operare politicamente con una moderna visione delle cose.
Soprattutto le nostre azioni dovranno essere indirizzate in Sicilia e in provincia di Messina, alla crescita economica, alla competitività, all’occupazione.
Ai fini di nuova occupazione serve una nuova legge sulla formazione e l’aggiornamento professionale e sulla formazione continua.
Il lavoro e i giovani, credetemi, costituiscono per quanto mi riguarda, il punto fermo di una politica di valore da spendere e per cui impegnarsi all’Assemblea regionale.
C’e’ troppa emigrazione nelle nostre famiglie, un’ondata di giovani diplomati e laureati costretta ad andar via, e chi rimane, è per troppo tempo costretto a passeggiare.
Più in generale voglio manifestare, perchè mi e’ naturale, un forte impegno sulle politiche sociali, che guardino alla famiglia, ai giovani,alle donne, ai disabili, agli espulsi dal mercato del lavoro.
La salute e’ un bene primario, il livello della qualità dei servizi sanitari deve essere sempre più alto, dobbiamo ridurre i viaggi della speranza, accorciare drasticamente i tempi per le liste d’attesa per visite, esami diagnostici, ricoveri ospedalieri.
Se e’ esasperata una critica serrata alla sanità siciliana nel suo complesso, e’ pur vero che sono tante le lacune da colmare.
Ci sono tante eccellenze ma anche tante distorsioni.
Essere curati bene ed al meglio e’ un diritto.
Il volontariato e tutto il no-profit sono tra le grandi risorse da valorizzare e impiegare nei servizi alla persona, come soggetto complementare a quello pubblico.
La politica però non e’ solo, programmi, strategie, pianificazioni.
E’ testimonianza e difesa dei valori in cui crediamo.
La libertà, il rispetto e la dignità della persona umana, la difesa della vita e della famiglia, la solidarietà.
Serve essere più solidali, verso chi non ha, chi e’ debole, chi non e’ protetto, chi soffre.
Non e’ assistenza o clientelismo, e’ un valore cristiano e politico.
Cari Amici, lo slogan che accompagna questa mia candidatura non e’ casuale, e’ la sintesi di una visione della vita, dei rapporti interpersonali, del significato che attribuisco da sempre alla politica.
Dobbiamo costruire insieme una vera politica popolare, con la gente e per la gente, accanto ai bisogni e alle speranze di tutti.
L’istinto naturale deve essere quello di saper ascoltare, di avere il piacere di essere o di tornare ad essere in mezzo agli altri, per capire, comprendere, solidarizzare, fare sintesi politica.
In tanti, da più parti, lamentano distacco, lontananza, troppe barriere tra i politici e la gente comune.
La politica, quella vera, è l’esatto opposto.
E’ partecipazione, dialogo, voglia di stare insieme.
Ti sono grato, On. Alfano, per questa occasione che mi hai stimolato a cogliere anche in rappresentanza del mondo delle imprese e di tanti amici che erano lontani dall’impegno politico.
Tutti noi siamo ancor più grati per quello che hai dato a Forza Italia nella nostra Regione, oggi la regione più azzurra d’Italia, e per il lavoro che hai svolto con la tua intelligenza, la tua carica di simpatia e umanità, il tuo essere giovane, primo naturale riferimento dei giovani siciliani, ma anche guida autorevole per tutto il partito.
Naturalmente tu sei il riferimento generale di tutti: com’era prevedibile, non solo per il ruolo che eserciti, sei la guida naturale del partito di Forza Italia in tutta la regione, in tutte le province, momento di sintesi delle diverse articolazioni, delle diverse espressioni interne.
Nel nostro comune trascorso politico abbiamo insieme condiviso un’amicizia a cui questa sera rivolgo un pensiero commosso e un affettuoso ricordo al carissimo On. Vincenzino Leanza.
Un amico fraterno, compagno di tante battaglie, la cui umanità e la cui statura politica non dimenticheremo mai.
Come lui siamo cattolici-democratici, abbiamo la stessa concezione della politica.
Personalmente sono orgoglioso di averlo sempre votato e di essere stato sulla sua stessa linea ideale con cui mi posiziono, anche oggi, insieme ai suoi tanti amici che hanno deciso di ristabilire un comune percorso e di recuperare il metodo del dialogo e della disponibilità che è stato per me, del resto, un insegnamento che ho tratto dalla mia lunga attività politica nella Democrazia Cristiana e nel sindacato di settore quale Direttore dell’Unione Generale Commercianti della Provincia di Messina.
Caro Angelino, sono certo che i risultati di queste elezioni regionali per Forza Italia conforteranno ancora una volta il tuo impegno.
Da parte mia con questa candidatura ho accettato la sfida, che vuole essere anche il mezzo perché noi amici che questa sera inauguriamo la nostra campagna elettorale, insieme agli altri, a tutti gli altri che vedremo nei prossimi venti giorni, possiamo costituire il valore elettorale aggiunto di Forza Italia, per ottenere non 3 ma 4 seggi.
Per quanto mi riguarda lavorerò per essere nelle posizioni di vertice tra questi eletti, io sono un ottimista che pensa positivo, credo che la fiducia nel risultato sia condizione essenziale per conseguirlo e vi dico che ce la faremo.
Con questo spirito mi accingo a continuare questa lunga ma bella campagna elettorale, insieme a voi, comune per comune, chiedendovi di starmi accanto e di sostenermi, assicurandovi il mio impegno fattivo, la mia presenza, la mia amicizia, oggi ma soprattutto dal 29 maggio in poi.
Viva Forza Italia, ed ancora grazie ad Angelino Alfano, siamo orgogliosi di starti accanto.

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