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"Se
dovessimo definire questo nostro partito come lo definirebbero gli
studiosi di politica, lo dovremmo chiamare un partito di valori e
di programma.
Se volessimo collocarlo 'geograficamente' diremmo che è assolutamente
un partito di centro, il centro del sistema politico italiano.
E' un partito liberale ma non elitario, anzi un partito liberaldemocratico
popolare;
e' un partito cattolico ma non confessionale;
e' un partito laico, ma non intollerante o laicista;
e' un partito nazionale ma non centralista.
E' un partito che vuole darsi un nome molto semplice: il partito della
gente, della gente di buon senso, di buona volontà, il partito
degli italiani che portano nel cuore un grande amore per gli altri
e per il proprio Paese, il partito degli italiani che amano la libertà.
Forza Italia, forza di libertà.
(...) |
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"Noi non siamo certo tra quelli che pensano che la storia
della nostra Repubblica sia una storia negativa, una storia di criminalità.
E non siamo neppure tra quelli che criticano coloro che hanno portato
la libertà, la democrazia, il senso di appartenenza all'Occidente,
nel nostro Paese.
Noi, al contrario, ricordiamo con gratitudine i protagonisti di
quell'evento, di quella storia, che hanno garantito a tutti noi
cinquant'anni di libertà nella democrazia, nel progresso
e nel benessere. I nomi li conosciamo Alcide De Gasperi, Giuseppe
Saragat, Luigi Einaudi, Randolfo Pacciardi, Ugo La Malfa.
Quelle sono le nostre radici e per questo , per ricongiungerci al
punto sano e forte delle origini della libertà e della democrazia
in Italia, abbiamo voluto celebrare questa festa, i cinquant'anni
dal 18 aprile 1948, come la nostra festa.
I democristiani hanno detto che il 18 aprile e' soltanto la loro
festa. Non e' vero. Nel voto del 18 aprile 1948 si riconobbero tutte
le posizioni politiche e culturali che non erano social-comuniste,
e lo stesso De Gasperi interpretò quel voto come non come
la vittoria del partito democristiano ma come la vittoria di tutto
il governo di centro. Il 18 aprile fu l'unità dei liberi
e forti, degli italiani che non volevano i comunisti al governo.
Se il 25 aprile del '45 segna la fine del nazifascismo, il 18 aprile
del '48 e' la data in cui nascono in Italia la democrazia e la libertà.
Noi, nel '94 e nel '96, e ancora oggi, abbiamo ritrovato e rappresentiamo
il popolo del 18 aprile, quel popolo che si e' riconosciuto e si
riconosce in noi per i medesimi valori del '48: la democrazia, la
liberta', l'Occidente."
(dal discorso di Silvio Berlusconi al Congresso nazionale di Assago,
18 aprile 1998) |